Giorno: 19 Febbraio 2026

Villa Valle – Monza

Approccio alla gara corretto? Forse anche qualcosa di più. I brianzoli sono semplicemente una sinfonia calcistica perfetta. Funziona tutto. Progressioni sugli esterni, dribbling in mezzo al campo per accentrarsi e arrivare al tiro, serpentine in area di rigore, cross dalle fasce o dal fondo, rasoterra o per aria. Il Villa Valle ci mette cuore e grinta, soprattutto nel secondo tempo quando va anche vicinissimo al gol della bandiera. A negarglielo, probabilmente, una zolla di terra di troppo. Quello che fa il Monza nel primo tempo, però, è troppo per essere cancellato. Pokerissimo nel giro di ventiquattro minuti per blindare il passaggio del turno e accedere alla prossima fase del Torneo Annovazzi.

Il Monza parte forte. Qualche tifoso giallorosso riconosce che «sarà una partita di sofferenza». La dimostrazione? Il fatto che poco dopo quella frase Bini riesce a trocare una traiettoria beffarda, che finisce col batte il portiere rivale e portare avanti i suoi. 1-0 per il Monza (6′). Il giro palla brianzolo è ubriacante. Da sinistra verso destra e da destra verso sinistra il Monza si fa forte anche della possibilità di poter cercare in qualsiasi momento Iurascu in area, pronto a sfruttare i suoi centimetri d’altezza. Salvi si mostra molto tenace in un paio di contrasti. È una di quelle sveglie che servono in questi momenti. Trombetta e Poloni provano a dialogare in una potenziale situazione di due contro uno, ma all’ultimo vengono fermati (11′). Grigis dietro tiene botta, Lunbrano nega il raddoppio ai rivali e tiene a galla il suo Villa Valle con un ottimo intervento coi piedi (15′). Su di una grande azione sull’esterno prima e sul fondo poi di Grassi, l’esterno biancorosso trova Iurascu dentro l’area che devo solo inquadrare la porta per allungare il parziale. 2-0 per il Monza (18′). Una delle ultime fiammate è sempre biancorossa. Questa volta Bini si prende tutti gli applausi dei suoi per un’ottima conduzione e conclusione finale, che mette la ciliegina sul suo ottimo primo tempo. 3-0 per il Monza (25′). Quel braccio alzato ferma tutto. Rizzi trova Poloni lanciato verso l’area, ma per l’arbitro è fuorigioco. Siamo già dall’altra parte con Iurascu che si regala la doppietta personale con una serpentina letale. 4-0 per il Monza (30′).

Il Villa Valle rientra in campo pronto a tutto e con un atteggiamento sensibilmente differente rispetto a quello visto nel finale del primo tempo. I giallorossi hanno un vuoto d’orgoglio. Pressano, vincono le seconde e arrivano anche alla conclusione. Carrara, nonostante sia un 2013, si mette particolarmente in mostra sulla corsia destra. Entrambe le formazioni si affidano a forze freschissime per evitare cali di tensione. Il Monza mette apprensione a sinistra con Granelli e a centrocampo Vitali offresi gli strappi giusti, con Meani che si mette in mostra sulle chiusure. Quel lancio di Giambellini per Stroppa illude, ma anche in questo caso la difesa del Monza è attenta e occhio, che è un ottimo per i biancorossi innescare quella spina nel fianco di Grassi, sempre capace di tirar fuori un coniglio dal cilindro (18′). Il Villa Valle tiene botta, evita un’ulteriore imbarcata e prova a costruire attraverso quelle che sono proprie qualità: grinta e guizzo negli ultimi venti metri. È proprio così che arriva l’invenzione per Stroppa, che solo davanti al portiere si divora il gol della bandiera. Il centravanti giallorosso si dispera, guardando il terreno. Forse una zolla ha condizionato la conclusione (25′). Il finale non vede cambiare il tabellino. Passano i brianzoli.

 

DISTINTA GARA

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Aldini – Renate

Nella cornice vibrante del campo dell’Enotria, cuore pulsante del Torneo Annovazzi, il Renate scrive una pagina del trofeo battendo l’Aldini con un 4-0 che profuma di candidatura autorevole. Sotto le luci che rendono magica la serata milanese, la partita si accende subito di intensità, con l’Aldini che parte senza timori e il Renate che attende, studia e colpisce con precisione chirurgica. È una sfida che vibra di duelli, di corse sulla fascia, di occasioni che fanno trattenere il fiato. Poi, quando l’equilibrio si spezza, emerge la personalità delle pantere: qualità nelle giocate, fame sulle seconde palle, concretezza sotto porta. L’Annovazzi entra nel vivo e il Renate lancia un messaggio chiaro a tutto il torneo: per passare da qui servirà qualcosa di speciale.

L’avvio – nonostante le differenze di categoria – è di marca Aldini. Al 17’ D’Alberti si avventa su un pallone sul vertice destro dell’area piccola e calcia di prima intenzione, ma la sfera sfila a lato. Quattro minuti più tardi è Salama a scendere sulla corsia destra: progressione bruciante e conclusione secca, che però si spegne sull’esterno della rete. È il momento migliore dei padroni di casa. Al 28’ l’asse Salama–D’Alberti confeziona un’altra grande chance: scarico perfetto e tiro a botta sicura, ma Simeone è ben piazzato e blocca centralmente. In mezzo, però, il Renate colpisce con freddezza. Al 23’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Erbetta raccoglie al limite destro dell’area e disegna una parabola a giro che si infila all’incrocio: una traiettoria velenosa che spezza l’equilibrio. Due minuti dopo Monteleone scappa in profondità e si presenta a tu per tu con Servidio, ma il portiere dell’Aldini è perfetto nell’uscita bassa e tiene a galla i suoi.

La ripresa è un monologo delle pantere. Al 6’ Giussani prova a chiudere i conti, ma Servidio risponde con sicurezza. All’8’ Maggi calcia con potenza, trovando la respinta di Simeone dall’altra parte. È il preludio al raddoppio: al 13’ Monteleone si fa trovare al posto giusto, a due passi dalla linea, e non sbaglia. Il Renate spinge con continuità e al 21’ sfiora il tris con Glionna, la cui conclusione supera il portiere ma trova l’incredibile salvataggio di Catozzo, che con la schiena evita il gol a porta sguarnita. È solo questione di minuti. Al 24’ arriva il 3-0: cross dalla destra e inserimento perfetto di Glionna sul primo palo, tocco vincente e partita in ghiaccio. Al 29’ il sigillo finale: Giussani parte dalla sinistra, converge e fulmina sul secondo palo con un diagonale preciso che vale il poker. Un 4-0 che racconta la maturità del Renate, capace di soffrire – per i meriti di un primo tempo assurdo dell’Aldini – e poi accelerare con qualità e profondità. Per i falchi resta l’orgoglio di un primo tempo giocato a viso aperto e le occasioni non sfruttate che avrebbero potuto cambiare l’inerzia. Ma al Torneo Annovazzi, quando si alza il livello, la differenza la fanno concretezza e cinismo. E il Renate, questa sera, ne ha avuto da vendere.

DISTINTA GARA

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C. Schiaffino – Albinoleffe

Al Torneo Annovazzi, nel tempio dell’Enotria, l’AlbinoLeffe lancia un messaggio forte e chiaro: 2-0 allo Schiaffino e qualificazione conquistata con personalità e cinismo. Bastano 21 minuti per indirizzare la sfida, due colpi precisi che spezzano l’equilibrio e mettono in salita la strada dei rossoneri. Prima la zampata centrale di Ghilardi, poi il tap-in da rapace d’area di Mosca che punisce una respinta corta: l’AlbinoLeffe è freddo e concreto quando si apre uno spiraglio. Lo Schiaffino prova a reagire, si aggrappa alle parate di Venturin e alle chiusure generose in difesa, costruisce qualche occasione nella ripresa, ma trova davanti un muro attento e organizzato. E quando nel finale la traversa trema sul colpo di testa di Duci che poteva valere il tris, sembra quasi il sigillo del destino su una partita controllata con maturità. Ora l’orizzonte si chiama Como, fresco del successo sulla Varesina. L’Annovazzi entra nel vivo: l’AlbinoLeffe c’è, e fa sul serio.

L’avvio è da incubo per i ragazzi di Paderno Dugnano. Al 6’ Ghilardi trova il varco per vie centrali e fulmina la difesa, portando avanti gli ospiti con una conclusione precisa che non lascia scampo. Lo Schiaffino accusa il colpo ma un minuto più tardi prova a reagire: Cermelli scappa sulla sinistra, accelera e calcia forte, ma Noris è attento e disinnesca la minaccia. La gara è viva. Al 9’ l’AlbinoLeffe sfiora il raddoppio: Ambari riceve centralmente, si presenta a tu per tu con Venturin ma calcia a lato, graziando i rossoneri. È solo il preludio al secondo colpo. Al 21’ Schieppati pennella un cross insidioso, Venturin respinge come può ma Mosca è il più lesto di tutti e da pochi passi insacca il tap-in del 2-0. Un uno-due che indirizza la partita. Eppure lo Schiaffino resta aggrappato al match grazie alle parate di Venturin e alle chiusure puntuali di Cermelli, decisive per evitare un passivo più pesante. Orgoglio e resistenza tengono viva la speranza.

Nella ripresa i padroni di casa provano a cambiare ritmo. Al 6’ ancora Cermelli calcia alto dalla sinistra, mentre al 14’ è Balla a impegnare Noris con una conclusione rasoterra che il portiere blocca con sicurezza. L’AlbinoLeffe controlla ma non rinuncia a pungere: al 24’ Piacentini calcia trovando la deviazione provvidenziale di Paccagnin che salva in corner. Nel finale gli ospiti sfiorano il tris: al 30’ Duci svetta di testa su calcio d’angolo e centra in pieno la traversa, ultimo brivido prima del triplice fischio. È il sigillo simbolico su una vittoria meritata: concretezza, equilibrio e colpi nei momenti chiave. L’AlbinoLeffe esce con tre punti pesanti, lo Schiaffino con la consapevolezza di aver lottato, ma di aver pagato a caro prezzo le disattenzioni iniziali.

 

DISTINTA GARA

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Varesina – Como

La prof è sempre la prof, ma i regionali mettono in campo un coraggio titanico, e per un’intera prima frazione di gioco mettono più di qualche brivido al club più ricco d’Europa. Insomma, è una Varesina che getta il cuore oltre l’ostacolo, impegna il portiere rivale e ammortizza correttamente i tentativi lariani. Poi, l’enorme qualità del Como ha la meglio. Bastano due giocate chiuse coi tempi giusti e l’ossimoro più bello di tutti per permettere ai comaschi di passare alla prossima fase: pallonetto dolcissimo prima e sassata imprendibile dopo. Sono questi i due ingredienti della ricetta con cui il Como blinda il successo durante il Terzo Turno del Torneo Annovazzi.

Da una parte la fenice, dall’altra i lariani. La Varesina vorrà giocarsela alla pari con il Como? Quella chiusura di Balistreri su Panzeri dopo appena tre minuti e mezza sembra poter indicare di sì. Il coraggio dei dilettanti nell’affrontare a viso aperto la prof si riflette anche nella forte aggressione con cui BalistreriStevic e Riva si affacciano nella prima trequarti rivale quando il Como imposta. La prof, però. è sempre la prof. Caspani in mezzo al campo dipinge calcio: doppio passo per saltare il primo uomo, cambio di direzione all’ultimo per saltare il secondo (8′).

Chissà cosa sarebbe successo se gli inviti a calciare dagli spalti fossero giunti prima alle orecchie di Riva. Il diez rossoblù strappa un pallone velenosissimo al limite dell’area, avanza e prova il tiro solo quando Terreni può già metterci una pezza — che resta pur sempre miracolosa (13′). Borda davanti fa a bordate con tutti. Fumagalli crea un paio di trame interessanti, ma la Varesina ammortizza sempre tutto correttamente. Quel cross rasoterra di Nederlof ancora sibila (27′). Potrebbe deciderla un episodio? Possibile. Lo sviluppo di un episodio? Probabile. Una giocata individuale? Da non escludere. In ogni caso l’ultima frazione si chiude con la conclusione di Gaini, a lato di pochissimo. Parte fortissimo la fenice guadagnando subito un corner dopo appena venti secondi di gioco. Il primo a sporcare i guantoni di Tosetti è Scacciante con quella bellissima conclusione a giro su cui il portiere del Como è costretto a distendersi meravigliosamente, neutralizzando la minaccia (2′). Una mareggiata rossoblù dietro l’altra è ciò che raccontano i primi cinque minuti, non fosse che sullo scoccare del sesto un’imbucata geniale permette ai lariani di presentarsi a tu per tu col portiere con Borda: pallonetto dolcissimo che si spegne in fondo alla rete. 1-0 per il Como (6′). La cavalcata di Crugnola fomenta il suo pubblico. Stevic crea una magia con l’esterno per Nederlof e Tosetti è costretto a brillare come il sole, andando a terra coi tempi giusti sulla conclusione del sette rossoblù: era un gol praticamente cantato (14′).

De Marchi si rende protagonista di due miracoli, uno in fila all’altro. Prima neutralizza una trivela che arriva dal limite dell’area, poi sulla ribattuta dice di no a Gorla da distanza iper ravvicinata: Varesina ancora in partita (20′). Il portierone rossoblù non potrà però nulla pochi istanti più tardi sulla sassata con cui Caspani metterà la ciliegina sulla sua sensazionale prestazione. 2-0 per il Como (22′). Nel finale la fenice si affaccia nell’ultimo quarto di campo rivale, senza però trovare l’ultima giocata o una palla sporca che possa rimettere tutto in discussione. Passano i lariani.

 

DISTINTA GARA

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