InterRiepilogo
Finale Bracco Cup 11 Woman’s Football
«L’attesa del piacere è essa stessa il piacere» si diceva in una vecchia pubblicità. Perché per avere questo verdetto si è dovuto attendere quella che è parsa un’eternità. Ci si è messo un rinvio dell’ultimo atto dell’Annovazzi, ci si è messa la pioggia e la grandine che hanno costretto il direttore di gara a sospendere la partita. Ma, a contribuire all’infinita meraviglia di questa finale, sono anche e soprattutto Inter e Juventus. Se si arriva ai rigori, se sono solo i penalty a decretare le campionesse dell’undicesima Women’s Bracco Cup, è grazie a loro. È grazie a Franceschi e al primo tempo perfetto delle nerazzurre. È grazie a Tarolla e alla reazione della formazione di Colombo che nel finale si arrocca in difesa, perché sa che dai nove metri può davvero fare la differenza. Perché sa che chi si presenta con il pallone in mano, raramente sbaglia. Una dimostrazione? Quattro ne battono, quattro ne segnano. Anche il più pesante. Anche il più difficile. Affidato al capitano. Ad Alisa Spellecchia. Palla da una parte, Arrigoni dall’altra. E alla prima partecipazione è già vittoria.
Affascinante. Come altro definire il Derby d’Italia? Juventus e Inter, Inter e Juventus, la storia di una rivalità che torna indietro negli annali. E che all’Annovazzi si incontra, nel femminile, per la prima volta. Anno di rivoluzione, quello del Torneo dell’Enotria. Perché, in qualsiasi caso, qualcosa è destinato a cambiare. Che sia il ritorno al successo delle nerazzurre, dopo l’anno del Milan, che sia il first try delle bianconere che dopo aver superato le rossonere si vogliono ergere a corsare all’ombra della Madonnina. Non ci resta che sedersi e godersi lo spettacolo. E l’inizio è lo specchio di queste due forze che si attraggono e si annullano. Con la fuga di Franceschi a cui risponde il tentativo dalla distanza di Grasso, scossa e risposta di una partita fin dai primi istanti viva. E che così vuole rimanere. Perché all’energica centrocampista piemontese le nerazzurre provano a rispondere con l’attacco alla profondità della nueve. Ribadendo che da qui può passare il vantaggio, anche se si fa fatica a cambiare l’iniziale equilibrio di Via Cazzaniga. Seppur l’incornata di Marando sibili pericolosamente vicino al palo. Anche se il sinistro di capitan Signorelli costringe Consentino alla parata plastica. E lentamente, Inter e Juve cominciano a parlare lingue diverse: c’è la lingua del fraseggio, comandato dal capitano di Bellini, che costruisce e serve Rizzotto, che però manda alto, c’è l’effetto sorpresa che si fa chiave tattica delle ragazze di Lombardo. Ed è sempre Franceschi che, a meno di dieci minuti dal duplice fischio, rischia di cambiare tutto. Di spezzare una fragile che si è trascinata per un quarto d’ora. Resistendo al ritorno del difensore, dopo aver con il pressing riconquistato la sfera. E se Consentino risponde al primo tentativo dell’attaccante dell’ex Sarnico, cinque minuti dopo non può nulla: perché si ritaglia lo spazio giusto, perchè scappa sulla sinistra e nessuno la prende più. E l’Inter si avvicina così a un clamoroso ritorno in cima alla Bracco. Perché dopo il vantaggio, sono le lombarde a confermarsi. Non nel risultato, che rimane invariato, quanto nel gioco e nel possesso. Con Molinari che da destra passa a sinistra e da subito inventa per Rizzotto. Ma alla fine del primo tempo l’1-0 non decide nulla.
E la rivoluzione di Bellini, che delle prime nove lascia in campo solo Rizzotto e bomber Franceschi, non si traduce, almeno nei primi istanti della ripresa, in una rivoluzione in campo. Anche se Avelino Maiolino sfiora il colpaccio. Con il pressing, riconquistando palla e colpendo un clamoroso palo. Che lascia tutto invariato, ma dimostra una cosa: la Juve è viva. E nonostante il brivido Piccaluga, su cui Lo Iacono risponde presente, è ancora in partita. Come dimostra il destro di capitan Spellecchia, che sibila pericolosamente alla destra di Arrigoni. Eccola, la reazione bianconera. Che dopo alcuni minuti di studio, si lancia alla ricerca del pari. Ed è proprio la sua bomber a riaprire tutto: a un quarto d’ora dal termine, Tarolla riceve e la gira in porta. E ora si riapre tutto, perché Franceschi sfiora ancora, perché l’Inter si rilancia subito in attacco. La Juve si arrocca, praticamente nella propria area. Le ragazze di Bellini si prendono la sfera e il suo controllo, senza più volerlo lasciare. Nonostante lo strappo di Sardi che illumina sulla destra. Ma ormai questa finale, questo Annovazzi, ha assunto la forma dell’infinito. E così, al duplice fischio l’1-1 manda direttamente ai calci di rigore. Quelli che con il Sarnico premiarono la Juve e che chissà se stasera riusciranno di nuovo a portare fortuna alla squadra di Colombo. Detto, fatto: perché le piemontesi sono glaciali, perché Spellecchia si prende carico del rigore più pesante – l’ultimo, dopo gli errori di Vetro e Della Morte – e lo mette lì dove Arrigoni non può arrivare. Consegnando, dopo un torneo eterno, con tanto di finale sospesa per grandine, la Women’s Bracco Cup alla Juventus.
Dettagli
| Data | Ora | League | Stagione | Arbitro |
|---|---|---|---|---|
| 25/03/2026 | 19:15 | Bracco Cup - Woman's Football | 2026 | ROSARIO MARINO SEZ MILANO |
Risultati
| Club | 1st Half | 2nd Half | Goals | Esito |
|---|---|---|---|---|
| Juventus | 0 | 1 | 5 | Win |
| Inter | 1 | 1 | 3 dcr | Loss |
Juventus
Inter
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