Juventus vs Milan

vs

Riepilogo

Al primo tentativo. Alla prima apparizione nel torneo. Niente male, no? Per la Juve di Lombardo è giĂ  un Annovazzi magico. Ed estremamente cangiante. Una caleidoscopica avventura fra le mura dell’Enotria, che dopo la sofferenza e il cuore mostrato nei quarti col Sarnico, ha assunto un colore ben diverso. Una forma ben diversa. Quella di una squadra che con il Milan è partita forte e ha deciso di non lasciare mai il gas. A partire da chi, da capitano, dĂ  il buon esempio. Spellecchia regala la tripletta, poi costruisce e prepara a una Tarolla che si conferma centrale in questa competizione. E se Venditto ci prova, sono Avelino Maiolino e Coggiola a mettere il punto esclamativo. E a rompere una “tradizione”: la finale della Women’s Bracco Cup non sarĂ  un derby. O almeno, non quello della Madonnina.

Due rette coincidenti sono per natura destinate a incontrarsi. Prendono direzioni opposte, ma devono giungere allo stesso luogo. Così nella geometria, così nella vita vera. Così, calcisticamente, all’Annovazzi. Perché i quarti di finale del Milan passano dalle certezze di Lucchetti e Nembri, perché il martedì Juve passa dall’eterna sfida con il Sarnico. Resettare per andare avanti, perché ciò che importa è essere arrivati fin qui.

E l’inizio Juve è perfetto. PerchĂ© servono solo sessanta secondi, un giro di orologio che basta alle bianconere per passare avanti. Trovando Spellecchia sola al centro, con un tap-in che si traduce in 1-0. Quello che le ragazze di Lombardo vogliono consolidare nei minuti successivi. PerchĂ© le rossonere vogliono giocare dal basso. Con Petruzzellis che prova a tenerla col fisico, con Lucchetti che cerca di gestirla. Ma gli spazi sono pochi. Chiusi dal centrocampo torinese, che ricerca Tarolla appena ne ha l’occasione. E aiutate da un pressing incessante, le piemontesi rimangono sempre, costantemente lì. E con la giusta verticalizzazione, con l’inserimento del suo capitano, ecco il raddoppio. Eccola la doppietta.

Eccola, la garra rossonera. Quella che allontana la sfera dai guantoni di Metrangolo, che porta le rossonere a potersi giocare qualche carta in piĂą davanti. Anche se, in questi primi venticinque, l’asso pigliatutto, quello che rompe il banco, è ancora il diez ospite. Quello che dopo aver concesso la doppietta, rompendo le linee al centro, si reinventa esterna e scappa sulla destra. E dal suo piede passa l’assist – piĂą o meno – per la sua compagna con la nove sulle spalle. Appoggio in porta e vantaggio di tre. Che dura poco, una manciata di minuti. PerchĂ© il Milan si aggrappa al cap e al destro potentissimo di Venditto: la prima guadagna la punizione, la seconda la realizza. E a cinque dal duplice fischio si riaccende la fiamma del Diavolo. Che prova a rilanciarsi, a riaprire ogni discorso prima dell’intervallo. Aiutato dai guantoni del suo portiere. E dalla grinta di Bruni. C’è ancora tempo.

Anche perchĂ© in trenta secondi Modric bussa alla porta di Lo Iacono: sinistro deviato che il portiere bianconero manda in angolo. Lasciando che sia ancora il suo capitano a prendersi la scena. Spellecchia raccoglie dal limite e insacca la tripletta. Lo squillo rossonero trova risposta immediata. Nel risultato e nel gioco delle ragazze di Lombardo. Con Benedettino che tenta l’eurogol da posizione defilatissima. Con una Juve che gestisce e cerca di prendersi il possesso. Fraseggiando e lavorando a centrocampo. E lasciando che la partita tenda lentamente verso l’equilibrio. Si prova a ripartire sfruttando la velocitĂ  di Noujoum. E Fabbia che vuole sorprendere direttamente da centrocampo. E lentamente, mentre si entra nei dieci minuti finali, la partita assume un canovaccio chiaro. Preciso. PerchĂ© è vero che il Milan si prende il fraseggio. Si prende gli spazi a centrocampo. La Juve accetta, ma non soffre e sorprende. Come fa la girata di Avelino Maiolino: perfetta, nell’eludere la marcatura, nel continuare a lavorare spalle alla porta – come aveva fatto per tutta la ripresa – e regalare alle piemontesi la manita. Come fa Coggiola, che trova lo spazio per scappare, guadagnandosi il rigore. E, dopo la prima risposta di Fadiga, ribadisce in rete il sesto gol bianconero. Cara Juve, 6 bellissima. E alla tua prima apparizione all’Annovazzi sei giĂ  in finale.

DISTINTA GARA

Dettagli

Data Ora League Stagione Arbitro
12/03/2026 20:00 Bracco Cup - Woman's Football 2026 AIALE IBRAIM SEZ MILANO

Risultati

Club1st Half2nd HalfGoalsEsito
Juventus336Win
Milan101Loss

Juventus

Milan

Goals
0
0
Assists
0
0
Yellow Cards
0
0
Red Cards
0
0

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Enotria è una storica società sportiva milanese che si dedica alla formazione delle giovani generazioni nel calcio giovanile, nasce nel 1908,è riconosciuta Scuola Calcio Elite della FIGC e Centro di Formazione Inter (sin dall’origine del progetto). Main partner di Enotria da oltre 30anni è il Gruppo Bracco, leader mondiale nelle soluzioni globali nella diagnostica per immagini. Insieme hanno costruito una collaborazione basata sulla continuità per promuovere uno sport di valore per le nuove generazioni. Sono diverse le attività nate da questa partnership che vanno ad animare il progetto WE PLAY THE FUTURE: un programma realizzato da Bracco in collaborazione con diverse società sportive giovanili e il Centro Diagnostico Italiano.
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